CORSO DI FORMAZIONE FORMATORI DELLA SICUREZZA SUL LAVORO
Metodo MINDFULSAFETY®
Imparare a insegnare la sicurezza: normativa, progettazione didattica, comunicazione e fattore umano
Durata: 24 ore di formazione teorico-pratica, oltre all’esame finale.
Organizzazione: 6 moduli da 4 ore.
Modalità: aula oppure videoconferenza sincrona.
Percorso formativo in didattica, con esame finale, riferito alla specifica prevista dai criteri 2–6 del Decreto interministeriale 6 marzo 2013, comunemente indicato come D.M. 6 marzo 2013. Ministero del Lavoro
Perché scegliere questo percorso
Conoscere la sicurezza è il punto di partenza. Insegnarla significa rendere comprensibili norme e rischi, coinvolgere persone con esperienze diverse e verificare ciò che hanno realmente appreso.
Il corso MINDFULSAFETY® accompagna chi desidera iniziare a fare formazione attraverso l’intero processo: analizzare un bisogno, progettare una lezione, condurre il gruppo e valutarne i risultati.
Le competenze didattiche costituiscono il nucleo del percorso. Psicologia del comportamento, neuroscienze e fattore umano ne arricchiscono le applicazioni pratiche, attraverso casi aziendali, simulazioni ed esercitazioni.
L’obiettivo non è soltanto imparare a esporre contenuti, ma acquisire un metodo per trasformare conoscenze tecniche e normative in occasioni di apprendimento utili sul lavoro.
A chi si rivolge
Il corso è rivolto ad aspiranti formatori della sicurezza, tecnici e professionisti della prevenzione, RSPP e ASPP, consulenti, HSE manager, coordinatori CSP/CSE, docenti e responsabili della formazione.
È aperto anche a chi non ha precedenti esperienze di docenza, ferma restando la verifica dei requisiti necessari per la successiva qualificazione. Non sono richieste competenze pregresse in psicologia o neuroscienze.
Finalità e quadro di riferimento
Il D.I. 6 marzo 2013 definisce criteri di qualificazione del formatore, non un programma analitico obbligatorio. Distingue tre aree tematiche: normativa/giuridica/organizzativa; rischi tecnici/igienico-sanitari; relazioni/comunicazione. Queste non sono tre abilitazioni automaticamente conseguite frequentando il corso.
Il programma sviluppa la capacità didattica e utilizza norme, rischi e situazioni aziendali come contenuti su cui esercitarsi. Include inoltre la progettazione, la documentazione e le verifiche previste dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 per i percorsi da esso disciplinati. Conferenza Permanente
Obiettivi e risultati attesi
Al termine del percorso, il partecipante avrà elaborato un progetto formativo, sperimentato una breve docenza e predisposto strumenti per verificare apprendimento e applicazione.
Imparerà a trasformare contenuti tecnici in obiettivi osservabili, scegliere metodologie partecipative, comunicare con chiarezza e gestire domande, difficoltà e resistenze. Svilupperà inoltre la capacità di utilizzare casi ed errori come occasioni di apprendimento, distinguendo i bisogni formativi dalle criticità che richiedono interventi tecnici o organizzativi.
PROGRAMMA FORMATIVO
MODULO 1 — Fondamenti normativi e ruolo del formatore
4 ore
Obiettivo: orientarsi nel sistema della prevenzione e nei requisiti per svolgere attività di docenza.
Contenuti: D.Lgs. 81/2008, organizzazione della sicurezza, ruoli e responsabilità di datore di lavoro, dirigenti, preposti, lavoratori, RSPP/ASPP, RLS e medico competente. Differenze tra informazione, formazione e addestramento. D.I. 6 marzo 2013: prerequisito, sei criteri di qualificazione, aree tematiche e aggiornamento. ASR 2025: distinzione tra requisiti del docente e del soggetto formatore, organizzazione e tracciabilità dei corsi.
Esercitazione e verifica: analisi di una situazione aziendale per distinguere gli obblighi dei diversi soggetti; costruzione della propria scheda di orientamento ai requisiti del formatore.
MODULO 2 — Apprendimento degli adulti e neuroscienze applicate
4 ore
Obiettivo: adattare la didattica alle caratteristiche degli adulti e ai processi di apprendimento.
Contenuti: esperienze pregresse, motivazione e utilità percepita. Attenzione, memoria, carico cognitivo e dimenticanza. Richiamo attivo, riprese distanziate e feedback. Elementi di neurofisiologia dello stress utili alla gestione della lezione. Introduzione esperienziale alla consapevolezza attentiva e al biofeedback, con chiarimento dei limiti interpretativi.
Esercitazione e verifica: riprogettazione di una spiegazione troppo densa, individuando i messaggi essenziali e inserendo un caso e una domanda di richiamo. Verifica attraverso la riformulazione dei contenuti da parte dei partecipanti.
MODULO 3 — Progettazione della formazione sulla sicurezza
4 ore
Obiettivo: trasformare un bisogno aziendale in un intervento formativo coerente e verificabile.
Contenuti: analisi dei fabbisogni a partire da rischi, mansioni, procedure ed eventi. Caratteristiche dei destinatari e comprensione linguistica. Obiettivi di conoscenza, abilità e comportamento osservabile. Organizzazione di contenuti, tempi, materiali e metodi. Coerenza tra obiettivi, esercitazioni e prove di verifica; preparazione del progetto formativo.
Esercitazione e verifica: progettazione di una breve unità didattica su un caso, come la viabilità interna, l’uso di un’attrezzatura o la segnalazione di una condizione pericolosa. Confronto guidato sulla coerenza tra obiettivo e verifica.
MODULO 4 — Comunicazione e gestione dell’aula
4 ore
Obiettivo: condurre il gruppo, favorire la partecipazione e verificare la comprensione.
Contenuti: chiarezza espositiva, ascolto, domande e feedback. Comunicazione verbale e non verbale, esempi e rappresentazioni visive. Gestione di domande difficili, conflitti, silenzi e resistenze. Inclusione di persone con competenze ed esperienze differenti. Conduzione in aula e in videoconferenza. Consapevolezza delle proprie reazioni durante la docenza.
Esercitazione e verifica: simulazione del confronto con un partecipante che afferma «Abbiamo sempre fatto così». Osservazione di ascolto, chiarezza, coinvolgimento e verifica della comprensione.
MODULO 5 — Metodologie attive, comportamento e fattore umano
4 ore
Obiettivo: utilizzare casi ed esercitazioni per collegare apprendimento, comportamento e organizzazione.
Contenuti: lezione partecipata, casi, simulazioni, esercitazioni di gruppo e brevi unità formative. Analisi guidata dell’esperienza e feedback. Errori di esecuzione, dimenticanze, errori di valutazione e violazioni. Automatismi, bias e percezione del rischio. Schema ABC: antecedenti, comportamento e conseguenze.
La lettura degli eventi considera anche le condizioni organizzative e le barriere di prevenzione: la sola formazione non è una risposta sufficiente a ogni errore. HSE
Esercitazione e verifica: trasformazione di un mancato infortunio in un caso didattico, per esempio una verifica omessa dopo un’interruzione. Individuazione di che cosa insegnare e di quali condizioni tecniche od organizzative richiedano un intervento distinto dalla formazione.
MODULO 6 — Valutazione e laboratorio di docenza
4 ore
Obiettivo: verificare ciò che è stato appreso e progettare il controllo dell’applicazione sul lavoro.
Contenuti: differenza tra gradimento, apprendimento e applicazione. Test, casi, prove simulate e griglie di osservazione. Verifiche iniziali, intermedie e finali. Analisi dei risultati e miglioramento del progetto.
Saranno sviluppati indicatori e strumenti a supporto del datore di lavoro nella verifica dell’efficacia durante la prestazione lavorativa, prevista dall’ASR 2025.
Esercitazione e verifica: breve docenza individuale con feedback su correttezza, chiarezza, partecipazione e coerenza tra obiettivo e verifica. Preparazione di una checklist per l’applicazione sul lavoro: non soltanto ricordare una regola, ma saper scegliere l’azione corretta in uno scenario e osservarne successivamente l’adozione.
Organizzazione delle 24 ore e metodologie didattiche
Le 24 ore comprendono lezioni interattive, lavori di gruppo, simulazioni e verifiche intermedie. Ogni modulo prevede un obiettivo, un’applicazione e una restituzione del docente.
Il percorso privilegia il lavoro su situazioni riconoscibili, materiali utilizzabili e prove di conduzione. Le attività sono adattate alla modalità di erogazione, in aula oppure in videoconferenza sincrona.
Il laboratorio del modulo 6 prepara alla prova conclusiva; l’esame finale è aggiuntivo alle 24 ore di formazione.
Verifiche ed esame finale
Sono previsti una rilevazione iniziale, verifiche intermedie con feedback e un esame finale individuale composto da test sui contenuti e breve prova di docenza.
La valutazione considera correttezza dei contenuti, chiarezza, coerenza progettuale, gestione dei tempi e coinvolgimento dei partecipanti.
Le modalità di frequenza e recupero delle assenze, le soglie di superamento e i criteri della prova pratica sono comunicati nel regolamento didattico prima dell’iscrizione. L’esito delle prove viene registrato e documentato.
Attestato e percorso di qualificazione
A conclusione del percorso e con esame superato viene rilasciato un attestato di frequenza con verifica finale del percorso formativo in didattica per formatori della sicurezza, della durata di 24 ore.
L’attestato, da solo, non conferisce la qualificazione. Occorrono il diploma di scuola secondaria superiore, salvo le eccezioni previste, e almeno un criterio completo, coerente con l’area di docenza; resta l’aggiornamento triennale. Il percorso didattico può completare la specifica prevista dai criteri 2–6, ma non sostituisce gli altri titoli o l’esperienza richiesti.
È previsto un orientamento preliminare sul profilo del partecipante. Eventuali riconoscimenti per aggiornamento di formatori già qualificati o altri crediti saranno indicati separatamente, solo quando ne ricorrano le condizioni.
Il valore aggiunto MINDFULSAFETY®
La proposta unisce metodo didattico e comprensione del fattore umano. Non aggiunge soltanto argomenti: aiuta a scegliere come spiegare, come far esercitare e che cosa verificare.
Ogni partecipante porta con sé una scheda progetto, una traccia per analizzare un caso, una griglia per valutare la docenza e un modello di checklist osservativa.
Brevi esperienze di mindfulness e dimostrazioni di biofeedback sono proposte con finalità formative e partecipazione volontaria. La variabilità della frequenza cardiaca, HRV, non è una misura diretta e univoca dello stress: richiede condizioni di rilevazione e interpretazione appropriate. Le dimostrazioni non hanno finalità diagnostiche, non valutano l’idoneità al lavoro e non qualificano all’esercizio di attività cliniche. Frontiers
MINDFULSAFETY integra sicurezza sul lavoro, psicologia del comportamento, neuroscienze e tecnologie, con collaborazioni scientifiche con l’Università degli Studi di Torino. Tra i riconoscimenti ricevuti figurano l’Alta Onorificenza al Merito della Professionalità Italiana conferita da ConfPMI Italia e la Menzione della Giuria al Premio Eccellenza Formazione di AIF (Associazione Italiana Formatori), nella categoria Salute, Sicurezza e Benessere Organizzativo.



